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L'architettura organica

L'architettura organica

L’architettura organica è un ramo dell’architettura moderna che favorisce un process di armonia tra l’uomo e la natura, proponendo un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale, attraverso l’integrazione dei diversi elementi artificiali propri dell’uomo (costruzione, arredo, ecc.), e naturali dell’ambiente esistente. Tutti diventano parte di un unico organismo interconnesso, inteso come spazio architettonico.

L’Architettura organica corrisponde molto da vicino a società organica. Così si può sintetizzare ciò che sosteneva il maestro fondatore e l’interprete principale di questo tipo di architettura, Frank Lloyd Wright nel suo volume Architettura organica del 1939.

Un tipo di architettura che ha questo concetto trainante, rifiuta la sola ricerca estetica o il semplice gusto superficiale, così come una società organica dovrebbe essere indipendente da ogni imposizione esterna che va in contraddizione con la natura dell’uomo. Indipendenza quindi da ogni classicismo, ma libertà interpretativa di affrontare qualsiasi tema sempre in armonia con il tutto e ricercando soluzioni che in Wright sono formalmente perfette.

Esempio di architettura organica si può trovare nel programma di Wright per le prairie houses, che plasma la struttura della costruzione armonizzandola con l’uomo e l’ambiente circostante; è la realizzazione di quel nuovo organismo in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale è il fine essenziale di questo tipo di architettura e lo raggiunge nelle opere di questo maestro il suo livello più alto. I punti più importanti di tale progetto organico sono:

  1. Riduzione al minimo delle partizioni, l’aria e la luce devono permeare l’insieme realizzando un’unità architettonica
  2. Armonizzazione dell’edificio con l’ambiente esterno accentuando l’aggetto delle superfici orizzontali della casa
  3. Rendere l’abitazione più libera, umana ed abitabile eliminando la concezione delle stanze come luogo chiuso
  4. Creare proporzioni logiche ed umane alle aperture interne ed esterne rendendole naturalmente ricorrenti in tutta la struttura dell’edificio
  5. Evitare le combinazioni di diversi materiali, e usare per quanto possibile un unico materiale la cui natura deve legarsi all’edificio divenendo espressione della sua funzione
  6. Incorporare organicamente gli impianti come elementi interreagenti nella struttura dell’edificio
  7. Far divenire l’arredamento parte integrante dell’edificio come architettura organica col tutto

Negli ultimi tempi nuovi settori dell’architettura che rispettano la natura come l’architettura bioclimatica, l’architettura sostenibile, l’arcologia, l’architettura alternativa, l’architettura ecologica, la bioarchitettura, hanno portato nuovi apporti specialisti. Queste nuove tendenze "naturalistiche" ricercano un nuovo legame con la tecnologia "appropriato" all’insieme di riferimento, ad esempio nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione di un green building. Da ciò deriva il termine di tecnologia appropriata. Questa ricerca però è da sempre elemento portante dell’Architettura organica, che può essere definita come "madre" di tutte le architetture che tendono all’armonia tra uomo, tecnologia e natura.

Stile e maestri

Vicino a Frank Lloyd Wright (1867-1959), che è comunque la personalità più importante di questo movimento architettonico, ricordiamo il suo quasi successore, l’altro architetto americano Bruce Goff (1904-1982) e il finlandese Alvar Aalto (1898-1976). Sono stati loro a porre i canoni del progetto organico: un’architettura creativa e interpretativa dei bisogni più significativi dell’uomo, nello spazio e nel tempo ed in contatto e simbiosi con la natura. L’italiano Paolo Soleri (1919) ha evoluto le posizioni dei primi maestri fondando negli Stati Uniti l’Arcologia, fusione non solo letterale delle due parole architettura ed ecologia: un’architettura che dà attenzione alle relazioni ambientali tanto da diventare organicamente ecosistemica.

Richard Neutra (1892-1970) ha avuto anche lui un ruolo nello sviluppo dell’architettura organica; architetto in contatto l’International Style, ma costernato dalle categorie dello stesso, libero nello spazio delle sue strutture ed aperto all’ambiente esterno. In Italia l’architettura organica è stata annunciata nel dopoguerra da Bruno Zevi (1918-2000), teorico dell’architettura, che ha fondato nel 1945 a Roma assieme a Luigi Piccinato, Mario Ridolfi, Pierluigi Nervi ed altri, l’Associazione per l’Architettura Organica, mentre era in uscita il suo saggio "Verso un’Architettura Organica".